Due giorni contro lo smantellamento della sanità pubblica

 

Il processo di smantellamento della sanità pubblica in corso da decenni nel nostro paese e nella nostra regione e di cui abbiamo pagato gli effetti con la pandemia da covid-19, procede oggi più speditamente con la partecipazione alla guerra e il conseguente dirottamento dei fondi pubblici verso la spesa bellica.

In questi anni sono stati tagliati più di 10mila posti letto e sottratte 50 unità ospedaliere, i cittadini vedono negarsi il diritto alle cure e quindi si rivolgono sempre di più al privato o smettono direttamente di curarsi tant’è che gli italiani che rinunciano alle cure per problemi economici o per il protrarsi delle liste d’attesa, sono già stimati ad 1 su 10.

I lavoratori della sanità si trovano ad operare in una condizione di carenza cronica di personale, di continuo tourn over a causa dell’entrata di agenzie interinali o cooperative usate per tappare i buchi sfruttando forza-lavoro estremamente flessibile, penalizzata in termini di diritti contrattuali e maggiormente ricattabile, ridotti ai minimi termini nei presidi territoriali che sono andati sempre più scomparendo e affossati dall’affluenza negli hub che mette in crisi non solo i Pronto Soccorso ma tutti i Livelli Essenziali di Assistenza.

Dovendo destinare ogni anno circa 73 miliardi in più alla spesa bellica la Sanità Pubblica sarà il settore colpito più duramente

Vuol dire 40miliardi in meno e quindi:

Lottare per la pace significa promuovere l’organizzazione dei lavoratori e dei cittadini per liberarci dalla guerra e dall’economia di guerra. Lottare per la pace significa boicottare i rapporti che il nostro paese intrattiene con aziende fautrici e coinvolte nella guerra, nell’escalation bellica e nel genocidio in Palestina come hanno fatto le lavoratrici della ASL Sud est che hanno tutto il nostro appoggio; significa organizzarsi nei posti di lavoro per sabotare la guerra e il traffico di armi come fanno i portuali da un capo all’altro del paese; significa difendere il diritto alla salute e la sanità come bene comune come sta facendo il comitato per il referendum consultivo – sanità Toscana 2025, che propone la cancellazione delle aree vaste per tornare all’istituzione delle Asl provinciali. Sosteniamo convintamente questa campagna perché il processo di accorpamento delle ASL - disciplinato dalla Legge Regionale 28 del 2015 - non è altro che l’ennesimo esempio di manovre dettate da meri interessi economici con ricadute disastrose sui bisognosi di cure e sui lavoratori di categoria. La Terza guerra mondiale dilaga in tutto il mondo e inevitabilmente si ripercuote anche nel nostro paese, dove i lavoratori e le masse popolari non muoiono sotto ai bombardamenti, ma per le misure di guerra che il governo Meloni e i governi del PD nella nostra regione hanno imposto. Rilanciamo quindi due importanti appuntamenti strettamente connessi tra di loro:

Mobilitiamoci, organizziamoci e coordiniamoci per costruire il nostro esercito: che abbia la forza di cacciare i guerrafondai dal nostro paese e imporre un’Amministrazione Regionale fino a un Governo di emergenza su scala nazionale che attui le misure di cui abbiamo bisogno.

 

Federazione Toscana del Partito dei CARC

 

 

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